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Non è vero che...

Saltare il pasto aiuta a dimagrire.
 E' uno dei luoghi comuni più sbagliati. E' infatti sempre un errore, anche per quelle persone che, magari per un forte sovrappeso, devono seguire regimi dietetici particolarmente restrittivi. Quando l'organismo è a digiuno, infatti, si scatena una reazione dannosa sia dal punto di vista fisiologico sia psicologico: il senso di fame si accentua, e al pasto successivo diventa più difficile controllarsi. Risultato: si assumono molte più calorie del dovuto.
 Chi sta seguendo una dieta ipocalorica ed è costretto a pranzare fuori casa (o in luoghi dove è più difficile seguire le indicazioni del nutrizionista), può ricorrere ai pasti sostitutivi, le cosiddette barrette, che coprono circa un terzo del fabbisogno nutrizionale giornaliero.

Separare i carboidrati dalle proteine fa dimagrire.
 Si tratta di un convincimento privo di qualsiasi base scientifica. Basti pensare che nei cereali, nei legumi, persino nella frutta, coesistono carboidrati e proteine. L'unico vantaggio di questa eventuale separazione sta nel potersi permettere una sola portata di peso "normale" al posto di due (un primo e un secondo) di peso ridotto. Resta inteso che se a pranzo si è scelta la pasta, a cena bisognerà dare optare per una pietanza di carne, pesce o formaggio. Infine, mai farsi mancare la verdura.

La frutta a fine pasto fa male.
 Ci sono diversi motivi per cui è consigliabile mangiare la frutta lontano dai pasti, ma non certo perché faccia male all'organismo. Solo per fare un esempio, la frutta evita che l'organismo resti a digiuno troppe ore tra un pasto e l'altro. In ogni caso, è importante sapere che in alcuni regimi dietetici restrittivi viene consigliata dallo specialista per concludere il pasto, al posto del dessert.

Per dimagrire bisogna limitare soprattutto i carboidrati.
 È vero solo in parte. Recenti studi australiani hanno fatto tornare alla ribalta qualcosa che in realtà era nota da anni: i carboidrati semplici e complessi (quindi gli zuccheri e i farinacei) possono essere consumati tranquillamente da chi è a dieta, a patto però che abbiano un basso indice glicemico (Ig). L'Ig è un tasso che esprime la capacità di un alimento di elevare il glucosio nel sangue. Se è alto (come nel caso delle patate), l'organismo digerisce e assimila quell'alimento molto rapidamente, aumentando la quantità di zucchero nel sangue e innescando nello stesso tempo il rilascio dell'insulina; se è basso (come nelle farine integrali o nella pasta di grano duro), la digestione è più lenta e l'organismo risponde meglio all'insulina. Tutto ciò, per la prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari, è molto importante. Ma anche dal punto di vista del controllo del peso può avere una rilevanza non indifferente. Per un elenco di alimenti a basso indice glicemico, clicca qui.

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